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Diagnostica nutrizionale


La consulenza nutrizionale prevede la valutazione dello stato nutrizionale al fine di individuare eventuali situazioni di squilibrio alimentare e consentire l’introduzione di adeguati adattamenti dietetici, implementando la strategia di intervento dietoterapico più opportuna.

Ciò è realizzato mediante un’accurata anamnesi alimentare volta a definire il profilo nutrizionale del paziente, il proprio stile di vita, i bisogni nutritivi ed energetici individuali e la cronobiologia della sensazione della fame; la costruzione di un giorno alimentare tipo mediante la pianificazione di un diario alimentare; la valutazione dei principali parametri antropometrici; il calcolo del BMI. 

Il fabbisogno energetico giornaliero è calcolato valutando il metabolismo basale del soggetto, la termogenesi indotta dalla dieta (aumento della spesa energetica legata all’assunzione degli alimenti) e l’attività fisica praticata. Al fine di definire al meglio lo stato della propria forma fisica attuale, è possibile, inoltre, effettuare un test di analisi delle intolleranze alimentari, un test sul rischio cardiovascolare mediante analisi del profilo degli acidi grassi; valutare lo stress ossidativo del DNA; formulare profili nutrizionali personalizzati in base al proprio patrimonio genetico mediante test genetico.

La valutazione dello stato nutrizionale individuale è, inoltre, integrata da un’indagine (rapida, indolore e non invasiva) sulla composizione corporea mediante bioimpedenziometria o plicometria al fine di monitorare l’evoluzione dello stato nutrizionale nel tempo e, quindi, di verificare l’efficacia dell’intervento correttivo. La composizione corporea rappresenta, infatti, un indicatore a lungo termine dello stato nutrizionale ed, inoltre, la percentuale e la distribuzione del grasso corporeo influenzano significativamente il rischio di insorgenza di alcune patologie cronicodegenerative. La bioimpedenziometria si basa sulla diversa conducibilità elettrica della massa grassa e della massa magra per via del diverso grado di idratazione dei tessuti. Lo strumento utilizzato è un impedenziometro multifrequenziale che genera un impulso elettrico innocuo a bassissima intensità (non percepibile) al fine di misurare l’impedenza o bioresistenza e, cioè, la resistenza che i tessuti oppongono al passaggio dell’impulso elettrico.
La massa grassa contiene, infatti, molta meno acqua rispetto alla massa magra: dal momento che l’impulso elettrico attraversa molto più facilmente l’acqua, la massa magra sarà tanto maggiore (quindi il grasso corporeo minore) quanto più bassa sarà la resistenza. Correlando il peso, l’altezza, l’età ed il sesso del soggetto alla bioresistenza, viene determinato il grasso corporeo al fine di pianificare l’intervento dietoterapico più opportuno.
L’impulso elettrico viene trasmesso al soggetto mediante elettrodi posizionati in punti del corpo ben precisi (mano e piede) individuati da protocolli standardizzati. L’impostazione dello schema dietetico risultante tiene conto, infine, degli eventuali alimenti funzionali personalizzati più indicati come
strumento di regolazione ormonale per il raggiungimento di un pieno benessere.
 
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Se non già svolti si consiglia il controllo dei seguenti esami ematochimici: emocromo; creatininemia; azotemia; uricemia; glicemia; TSH; AST, ALT; GGT; bilirubinemia; colesterolemia HDL e LDL, trigliceridemia.