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 La nutrizione funzionale

  

 

 

Fa’ che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo

 

 

 

Così Ippocrate, il padre della medicina circa 2500 anni fa, sintetizzava il suo pensiero sulla relazione tra ciò che mangiamo e la nostra salute. Oggi assistiamo ad un rinnovato interesse su questa tematica ed è sempre più crescente la convinzione dell’importanza del cibo e dell’alimentazione come strumento di prevenzione di un gran numero di patologie. Negli ultimi anni, in particolare, la scienza della nutrizione si sta spostando gradualmente dal concetto di nutrizione adeguata a quello di nutrizione ottimale e, in tale contesto, vengono continuamente studiati prodotti alimentari o componenti fisiologicamente attivi presenti in essi che hanno la caratteristica di migliorare il benessere psico-fisico e di ridurre il rischio di certe malattie. Ci riferiamo ad essi come ad alimenti funzionali o functional food (Hasler, 1998). In natura tutti gli alimenti sono funzionali, nel senso che contengono principi nutritivi o altre sostanze che forniscono energia, sostengono la crescita e supportano i processi vitali. Tuttavia, gli alimenti funzionali sono generalmente considerati tali da offrire vantaggi aggiuntivi che possono ridurre il rischio di malattie o promuovere la salute ottimale.

 

Il termine è stato introdotto per la prima volta in Giappone a metà degli anni ’80 e si riferisce a prodotti alimentari contenenti ingredienti in grado di favorire specifiche funzioni dell’organismo, oltre ad essere nutrienti. Ad oggi, il Giappone è l'unico paese che ha formulato uno specifico processo di approvazione e di regolamentazione per gli alimenti funzionali. Il famoso Institute of Medicine's Food and Nutrition Board statunitense li ha definiti nel 1994 come "qualsiasi alimento o ingrediente alimentare in grado di fornire un beneficio per la salute al di là delle tradizionali sostanze nutrienti in esso contenute". 
Gli esempi sono moltissimi e, nella maggior parte dei casi, gli alimenti funzionali contengono per lo più vitamineminerali o altri nutrienti finalizzati a promuovere e migliorare la salute. Su alcuni esistono certezze: l’acido folico, per esempio, riduce il rischio di difetti del tubo neurale nel nascituro, il sale addizionato di  potassio riduce la pressione, il sale addizionato di iodio previene l’aumento della massa tiroidea (gozzo) direttamente correlata alla riduzione della produzione di ormoni tiroidei e gli acidi grassi polinsaturi (come i famosi omega-3) prevengono le patologie cardiovascolari.
 
I requisiti richiesti perché un alimento possa vantare di essere funzionale sono essenzialmente due: deve avere effetti positivi su una o più specifiche funzioni  dell’organismo e tali effetti si devono esplicare quando questi cibi vengono consumati in una normale dieta alimentare.  Per quanto riguarda l’aspetto, l’odore ed il colore, i functional  food  sono normalmente identici agli analoghi alimenti tradizionali.
Va sottolineato, tuttavia, che gli alimenti funzionali non sono la panacea universale per le nostra cattive abitudini alimentari; in altri termini non esistono cibi “buoni” e cibi “cattivi” ma ci sono diete buone e diete cattive. E' necessario, conseguentemente, adottare un corretto modello alimentare che preveda una dieta ricca di fibre, povera di grassi animali, il più possibile variata ed inserita complessivamente in uno stile di vita sano.
 
 
ALIMENTO FUNZIONALE EFFETTO SULL'ORGANISMO PRINCIPI ATTIVI
Soia
Ruolo preventivo e terapeutico nelle malattie cardiovascolari, ruolo preventivo nei confronti di diverse tipologie di cancro estrogeno dipendenti, di osteoporosi, riduzione del livello di colesterolo totale ematico (9,3%), colesterolo LDL (12,9%), incremento del 2% del colesterolo HDL, diminuzione dei trigliceridi ematici (10,5%) e alleviamento dei sintomi della menopausa (Anderson et al., 1995). 
Fitosteroli, saponine, acidi fenolici, acido fitico, isoflavoni (Messina e Barnes, 1991)
Semi di lino
Prevenzione dei tumori estrogeno-dipendenti , dei tumori del colon e della ghiandola mammaria (studio su modelli animali - Thompson, 1995).
Riduzione del colesterolo totale e del colesterolo LDL (Bierenbaum et al., 1993; Cunnane et al., 1993).
Riduzione dell’aggregazione piastrinica (Allman et al., 1995).
Sono una fonte abbondante (57%) di acidi grassi della serie omega tre - acido alfalinolenico - e la fonte più ricca di precursori di composti noti come lignani (enterodiolo/enterolactone) che si formano nel tratto intestinale per azione deibatteriendogeni 
(Setchell et al., 1981).
Pomodori
Riduzione del rischio di cancro alla prostata (Giovannucci et al., 1995), seno, apparato digerente, della cervice, della vescica e della pelle (Clinton, 1998)
Licopene
Aglio
Attività chemiopreventiva (colon e stomaco), antipertensiva, probabile riduzione del colesterolo totale ematico (Srivastava et al., 1995)
Allicina e altri composti contenenti zolfo
Broccoli ed altre crucifere Attività chemiopreventiva (Verhoeven et al. (1997) Composti glucosinolati, isotiocianati, indoli
 Mirtilli Il succo di mirtillo risulta efficace nel trattamento delle infezioni del tratto urinario (inibisce l'adesione di Escherichia coli alle cellule uroepiteliali (Schmidt e Sobota, 1988). Fruttosio, glucosidi antocianici (Ofek et al., 1991)
 Tè verde Effetto chemiopreventivo (Parisi, 2010) Catechine (Graham, 1992) e flavonoidi (Hertog et all.,1993)
 Carciofo

Proprietàepatoprotettive, ipocolesterolemiche, antiossidanti (Shutz et all., 2004; Lattanzio et all., 2009), riduzione del rischio cardiovascolare(Williamson e Manach, 2005)

Composti polifenolici bioattivi- idrocinnamati e flavonoidi - (Ceccarelli et all., 2010)
 Pesce Effetto cardioprotettivo (Krumhout et al., 1985), riduzione dei trigliceridi del 25-30%, riduzione del rischio di infarto miocardico (Daviglus et al., 1997) Acidi grassi polinsaturi (PUFA) della famiglia omega-3